Botticelli’s plant world

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conservato agli Uffizi, non faccia accenno al fatto che Botticelli vi ha rappresentato centinaia di esemplari tra fiori, arbusti, erbe, alberi e vegetali in generale. Una così cospicua presenza di piante risponde a diverse esigenze: la prima è ovviamente circoscrivere il periodo dell’anno oggetto dell’opera, perché le specie rappresentate da Botticelli, com’è lecito immaginare, fioriscono, crescono e germogliano tutte in primavera. La seconda è suggerire rimandi simbolici: in tal modo si spiega, per esempio, la presenza degli alberi d’arancio che sì presentano le loro zagare, i fiori bianchi tipici degli agrumi, ma sono anche carichi di frutti, quando è noto che l’arancio dà i suoi frutti verso la fine dell’autunno. L’arancio è infatti un emblema mediceo: facile comprendere perché se si conosce la denominazione latina citrus medica, che oggi designa scientificamente il cedro ma che anticamente, almeno secondo il botanico ottocentesco Giorgio Gallesio, era utilizzata per indicare anche l’arancio. Inoltre, l’agrume è anche simbolo di matrimonio, perché secondo la mitologia antica la dea Giunone avrebbe donato al marito Giove piante d’arancio come dote nuziale. Se peraltro si prende per buona la pur discussa datazione che vorrebbe la Primavera dipinta nel 1482, la realizzazione dell’opera cadrebbe nell’anno del matrimonio tra Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici e Semiramide Appiani.

https://www.finestresullarte.info/659n_specie-vegetali-della-primavera-di-sandro-botticelli.php

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